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Il giovane Alexander Orfei Nones Malachikhine è una promessa del mondo circense. Ha da poco compiuto 18 anni, è figlio di Lara Orfei e nipote di Moira Orfei, la Regina del circo. Specializzato nelle discipline delle cinghie aeree, dell’acrobalance e del verticalismo. Dal 2024 ha avviato un ambizioso percorso artistico a Parigi con la Compagnia Alexis Gruss. È uno dei più talentuosi artisti italiani con alle spalle importanti riconoscimenti internazionali.
Alexander, come procede la tua carriera artistica a Parigi?
«Il mio percorso artistico procede molto bene. Sono sempre più stimolato dai piccoli obiettivi che mi impongo ogni giorno per poter poi raggiungere i traguardi più grandi. Ogni stagione che ho trascorso qui a Parigi mi ha riservato delle difficoltà diverse. In questa stagione sono più maturo che mai e lo dovrò dimostrare in ogni spettacolo per poter poi calcare palcoscenici sempre più grandi».
Quali sono state le criticità con cui ti sei misurato in questa nuova esperienza?
«Ogni difficoltà che ho riscontrato si è rivelata una benedizione, perché mi ha dato l’opportunità di crescere come artista e soprattutto come persona. Ad esempio, conoscere persone nuove, con cultura e lingua differenti, ma attraverso l’arte che, a parer mio, è il linguaggio universale. È stato molto più semplice del previsto».
Immagino che ti manchi la tua famiglia, i tuoi amici… Come vivi questa distanza?
«Alcuni membri della mia famiglia, come i genitori, li ho sempre accanto, mentre fratelli, amici e persone che reputo come di famiglia ho avuto possibilità di incontrarli sia qui in Francia sia in Italia nei brevi momenti in cui non lavoro. Nei momenti di distanza e nei quali mi mancano queste persone, per darmi forza penso al fatto che quello che sto facendo è motivo di orgoglio per molti di loro e che per questo ne vale davvero la pena».
Qual è il ruolo di tua mamma nella tua vita professionale e artistica?
«Il suo ruolo più grande è quello di sostenermi ogni giorno e di aiutarmi in qualsiasi decisione, sia nella vita sia nella professione. Parlando di tecnicismi, ha un ruolo molto importante anche nella mia esibizione, dato che è la mia “motorista” cioè la persona con cui ogni atleta alle cinghie aeree deve avere moltissima fiducia, visto che la fluidità dei movimenti tra aria e terra dipende da lei».
Cosa più ti manca dell’Italia?
«Dell’Italia ovviamente mi manca la mia casa e le persone che mi sostengono sempre. Ma diciamo che rappresentando l’Italia nel mondo la sento sempre molto vicina».
Non hai mai rimpianti di non poter fare le cose che fanno i tuoi amici?
«Devo dire che nonostante io senta la vicinanza e la stima di tante persone, soffro un po’ di solitudine per via delle persone che non posso sempre vedere ma anche per una questione propriamente caratteriale. La cura per me è data dalle passioni che coltivo, come la lettura, il calcio, lo sport in generale e ogni forma d’arte esistente».
Che “peso” ha nella tua vita di artista l’importante cognome Orfei? Immagino non sia facile misurarti costantemente con la tradizione famigliare…
«Sono molto onorato e grato di portare il cognome Orfei oltre ai miei altri due cognomi, Nones e Malachikhine. Per fortuna non ho mai sentito il peso del mio cognome perché mi sono sempre focalizzato sulla mia crescita personale come artista per poter offrire al pubblico il miglior spettacolo e la migliore performance possibile. Ovviamente sento la responsabilità di continuare a diffondere e vivere i principi della mia famiglia e soprattutto dei miei nonni che hanno iniziato la tradizione, attraverso le mie esibizioni e il mio percorso nel mondo del circo. Principi che ho osservato e mi sono stati trasmessi fin da piccolo, quando ho debuttato nel circo di mia nonna Moira. Penso alla disciplina, al rispetto verso ogni persona del circo e alla passione per il proprio lavoro. E ancora, l’umiltà di lavorare e faticare prima di ogni ricompensa».
Quali aspetti vorresti ancora migliorare delle tue performance?
«Sono convinto che ci siano molti aspetti da migliorare, seppur qualcuno può sembrare piccolo, fa molta differenza. Con i piccoli accorgimenti e gli obiettivi che mi prefiggo ogni giorno potrò riuscire a migliorarmi ancora per molti anni, come artista e come atleta».
Quali sono le tue prossime sfide?
«Le mie prossime sfide consistono nel continuare a esibirmi con la miglior forma fisica possibile per poter fare la differenza nel mio settore. Un’altra sfida importante è quella di terminare i miei studi. Quest’anno avrò l’esame di Stato della quinta superiore, che per me è fondamentale vista la mia passione per l’istruzione e la mia idea che ogni ragazzo, seppur artista circense o itinerante, abbia il diritto di studiare e far crescere la nostra arte anche grazie all’istituzione scolastica».
(Tratto da www.activenews.it del 13.10.2026 – a cura di Carla Paola Arcaini)


